Zero Privilegi Veneto: SI PARTE!

 

Anche in Veneto parte la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare Zero Privilegi, la quale prevede il taglio dei costi, delle indennità, dei vitalizi (da subito!) e dei privilegi dei politici regionali come auto e barche “blu”. Sull’idea dei nostri cugini Lombardi abbiamo deciso che, anche a casa nostra, era giunta l’ora di dare una VERA sforbiciata alle spese di una politica che ormai non risponde più a nessuno se non ai partiti e a se stessa.

Qualche mese fa abbiamo iniziato a stilare il testo della proposta di legge e, dopo un lungo lavoro di studio delle leggi e delle procedure, siamo arrivati a presentarla in Regione Veneto. Dovremo raccogliere 5.000 firme di elettori Veneti in sei mesi di tempo. Poi le consegneremo in Regione dove, passato un tempo massimo di 180 giorni, le legge dovrà essere discussa e votata dal Consiglio Regionale.
In queste ore stanno già aderendo varie liste civiche del MoVimento 5 stelle e i ragazzi dei vari Meetup del Veneto: saremo già dal prossimo weekend in piazza con gazebo e banchetti per raccogliere le firme. In questo momento di forte crisi anche i nostri “dipendenti” devono dare il buon esempio. Visto e considerato che le loro continue promesse di tagli rimangono sempre e solo promesse, gli vogliamo dare una mano noi. Siamo certi che tutti i cittadini Veneti, onesti e di buona volontà, firmeranno per dare definitivamente un taglio a privilegi che ormai risultano essere non più tollerabili e sostenibili.
La campagna per la raccolta firme sarà coordinata attraverso il sitowww.zeroprivilegiveneto.org, la pagina Facebook ” ZeroPrivilegi Veneto” e le varie iniziative e banchetti saranno annunciati sul canale Twitter @ZeroPrivVeneto. Per riceve i moduli e iniziare a raccogliere le firme contattateci su info@zeroprivilegiveneto.org
Segnaliamo inoltre che, dopo le esperienze di Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, in molte altre regioni sono attive campagne ZeroPrivilegi: Sicilia, Puglia, Toscana, Marche, Sardegna, Lazio, Basilicata, Molise.
Vi aspettiamo in piazza. Anche in Veneto!

P.SDomani, 14 aprile, alle ore 11 presso la sala stampa di Palazzo Barbieri a Verona, si terrà la conferenza stampa per la presentazione della campagna Zero Privilegi Veneto: siete tutti invitati

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NOGARA MARE-MEDIANA

OGGETTO:   INTERROGAZIONE SUI PROGETTI AUTOSTRADALI DENOMINATI “NOGARA-MARE” E  “MEDIANA”

PREMESSO CHE

  • La Giunta della Regione Veneto ha recentemente avviato le procedure per individuare il costruttore e gestore dell’Autostrada Nogara Mare Adriatico, come peraltro ampiamente pubblicizzato a mezzo stampa dallo stesso Assessore alle infrastrutture Renato Chisso, opera che prevede ben107 kmdi strada ed altri 64 di opere complementari;
  • La Provincia di Verona ha già sottoscritto, nel giugno 2011, il protocollo d’intesa per la realizzazione della Strada di collegamento tra l’Autostrada A22, con allacciamento al casello di Nogarole Rocca, e l’autostrada A4, con innesto al casello di Soave, un’opera di43 kmche attraverserà anche il nostro Comune;

CONSIDERATO CHE

  • Nel proprio programma elettorale, codesta Amministrazione auspicava che il tracciato della Strada Mediana passasse all’interno del Territorio del Comune di Bovolone, con  l’intento “di superare l’isolamento di Bovolone e dare impulso all’economia del nostro paese”
  • Che le infrastrutture in premessa, previste con tracciato a 4 corsie, andranno ad occupare altro territorio in una zona fortemente antropizzata e su cui insistono già molte vie di comunicazione, tra cui la strada regionale 234, c.d Transpolesana;
  • i dati relativi alla qualità dell’aria nella zona di Bovolone– monitorati e diffusi da ARPAV, e verificabili sul sito www.arpa.veneto.it, certificano che l’inquinamento da PM10, da biossido di azoto e da anidride solforosa, strettamente legati alla circolazione di veicoli,  raggiungono già ora livelli di assoluta criticità, e che i nuovi progetti autostradali andranno a peggiorare questa già grave situazione;
  • che l’Amministrazione comunale, con l’adesione al c.d. “Patto dei Sindaci”, si è impegnata a perseguire politiche di risparmio energetico per ottenere nel 2020, una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera superiore al 20% ;

VISTO CHE

-       Lo statuto del Comune di Bovolone assegna all’Amministrazione – tra gli altri – il compito di salvaguardare il territorio e l’ambiente;

-       Il nostro comune è già collegato, tramite strade provinciali e regionali, ai principali nodi autostradali della rete italiana (Verona Sud, Verona Est, Verona Nord, Rovigo, Mantova Nord) posti tutti a breve distanza dal paese;

-       Con deliberazione n° 144 del 23/12/2008 l’amministrazione ha approvato il piano comunale di Risanamento della Qualità dell’Aria che contiene utili azioni da cui trarre indicazioni per il futuro Piano di Azione per Energia Sostenibile

SI CHIEDE

  1.  sulla base di quali dati l’Amministrazione ritenga che l’attuale situazione viabilistica ponga il nostro comune in una situazione di isolamento, e su quali presupposti ritenga che queste nuove autostrade, ed in particolare la Mediana, possano dare impulso all’economia del nostro paese,
  2.  come ritenga, questa Amministrazione, di conciliare l’obiettivo della riduzione delle emissioni inquinanti, la salvaguardia della salute pubblica, la tutela del territorio e la necessità di limitare il consumo del territorio con i progetti viabilistici in premessa;
  3.   con quali modalità questa Amministrazione ritenga di conseguire gli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 previsto dal “Patto dei Sindaci”, che devono diminuire del 20% o più rispetto alle emissioni attuali, pur in presenza di un ulteriore flusso veicolare, che si presume sarà costituito in prevalenza da automezzi pesanti, che queste nuove arterie porterebbero nel nostro Comune ed in quelli limitrofi?
  4.   quali progetti ed azioni concrete l’Amministrazione comunale ha predisposto e/o predisporrà per conseguire tali obiettivi di contenimento degli inquinanti, anche tenendo conto dell’incremento dovuto ai nuovi progetti autostradali??
  5.  quale progetto l’Amministrazione intende predisporre per il monitoraggio della qualità dell’aria, anche in funzione della realizzazione di queste due autostrade? Con che tempistica, con quali costi di attuazione e a carico di quali Enti ( Concessionari autostradali, Regione, Provincia, Comune)?

In attesa di una Vostra risposta scritta di riscontro, con l’occasione porgiamo i nostri migliori saluti..

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CONSIGLIO COMUNALE

Attenzione Cittadini di Bovolone durante questo Consiglio Comunale si andrà a cambiare la vita di tutti Voi.

FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE ASSIEME A NOI.

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COME STA LA SANITA’?

IN REGIONE STANNO DECIDENDO I TAGL AGLI OSPEDALI. COME SI STA MUOVENDO L’AMMINISTRAZIONE DI BOVOLONE? C’E’ UNA VOCE UNICA FRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE O BOVOLONE SARA’ SACRIFICATA IN QUANTO AMMINISTRAZIONE IN CUI PDL E LEGA SONO DIVISI?

ALCUNI LAVORATORI DELL’OSPEDALE DICONO CHE E’ CERTA LA CHIUSURA DI MEDICINA E PROBABILE QUELLA DELLA LUNGODEGENZA A FAVORE DI ZEVIO.

MICHELE PERAZZANI

VEDI ARTICOLO CORRIERE DEL VENETO:

corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/31-gennaio-2012/sanita-pronto-piano-riorganizzare-ospedali-1903077664232.shtml

 Questo è un commento al quale abbiamo voluto rispondere così!

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Bovolone Promuove

Giovedì 15/03/2012 si riuniranno i capi gruppo del Consiglio Comunale per discutere e per fare chiarezza sul lavoro del liquidatore che segue la pratica “Bovolone Promuove”.

Se siete interessati e avete dei dubbi a riguardo dell’associazione scriveteci le vostre domande così che il nostro porta voce possa essere anche il vostro.

 

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Bovolone 5 Stelle è NO TAV!

Domenica mattina il MoVimento 5 Stelle di Bovolone sarà presente in piazza Vittorio Emanuele con un banchetto per informare i Cittadini sulla TAV in Val di Susa. 

Caro presidente Monti, l’8 gennaio a Che tempo che fa le ho donato una copia del mio libro Prepariamoci e Lei, squisitamente, mi ha stretto la mano e detto “Ne abbiamo bisogno”. Un mese dopo assieme ad alcune centinaia di docenti di atenei italiani, ricercatori e professionisti (inclusi Vincenzo Balzani, Luciano Gallino, Alberto Magnaghi, Salvatore Settis) firmavo un appello per sollecitare una Sua riconsiderazione delle argomentazioni tecnico-economiche a supporto della linea ad alta capacità Torino-Lione, che da anni risultano non convincenti. A tutt’oggi non solo non è giunto un Suo cenno di considerazione, quanto piuttosto la perentoria affermazione che i dati sono definitivi e invarianti, le decisioni sono assunte, il progetto deve andare avanti anche manu militari. Non mi aspettavo una tale chiusura, ora fonte di una profonda spaccatura in una parte del mondo intellettuale e scientifico italiano.

Il dialogo, soprattutto tra rappresentanti dell’ambito della ricerca usi ad argomentare secondo il metodo scientifico, non si dovrebbe mai negare nei paesi democratici, a maggior ragione allorché la controversia assume vaste proporzioni coinvolgendo l’ordine pubblico e sollevando una quantità di dubbi, ambiguità e contraddizioni che invitano a un’ulteriore dose di prudenza e approfondito riesame. Ciò non è purtroppo avvenuto, ed è motivo di profonda frustrazione da parte di molti di noi. A nulla è servita la lucida presa di posizione di Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino, già membro dell’Osservatorio tecnico, sui vizi procedurali del processo decisionale tanto difeso come il migliore possibile, a nulla la precisazione di Monica Frassoni dei Verdi europei sulla labile politica comunitaria dei trasporti ancora tutta da consolidare e sbandierata invece come patto d’acciaio da rispettare senza se e senza ma. L’elenco di atti e studi incongruenti, unito a un insopportabile tasso di menzogne mediatiche, è così lungo che da solo basterebbe a fermare, vieppiù in questo momento di crisi, ogni decisione su questo fronte, a favore di altre priorità che non pongono dubbi di sorta: ammodernamento della rete ferroviaria esistente, cura del dissesto idrogeologico, riqualificazione energetica degli edifici, arresto del consumo di suolo, riduzione dei rifiuti, restauro del patrimonio culturale, estensione capillare della connettività Internet, garanzie di assistenza sanitaria e didattica pubblica, per perseguire le quali non si sono mai visti blindati e manganelli!

Un mito aleggia sopra quel tunnel impedendo a politici, giornalisti e cittadini di alzare il velo e chiedersi come stanno veramente le cose, anche in Francia dove i lavori non sono affatto iniziati. È forse il mito futurista della velocità sferragliante, peraltro sorpassato dall’aereo e dal bit, unito all’illusione che da quel buco, e solo tra vent’anni, defluiscano da ovest prosperità e progresso? Eppure già oggi chiunque voglia andare a Parigi o alle Maldive lo può fare quando e come desidera! Ma la mancanza di quel tunnel sotto il massiccio dell’Ambin, infrastruttura rigida e obsoleta nelle sue finalità, foriera di debiti insanabili come dimostrato dalla Corte dei Conti su progetti analoghi, vorace di energia e prodiga di emissioni climalteranti, sembra privi tutti di un talismano viscerale.

Personalmente, come ricercatore e giornalista, il rifiuto a discutere l’estrema complessità di questo progetto, mi avvilisce, e mi annienta come cittadino. Faccio mia l’accurata analisi sociologica di Marco Revelli confermando che in me il patto civile con lo Stato sta andando in frantumi. La fiducia nelle istituzioni, da me sempre onorata – dal servizio militare (alpino, ovviamente!) al pagamento delle imposte – sta venendo meno e ora un grande vuoto alberga in me. Non resta che un grido di disperazione di fronte a tanto disprezzo e a tanta arrogante violenza fisica e ancor più psicologica esercitata dalle istituzioni su una comunità. Violenza silente, della quale non si parla mai perché offuscata dalle sassaiole, ma dimostrata in questi casi dai lavori del geografo Francesco Vallerani e dagli psicologi Roberto Mazza dell’Università di Pisa e Ugo Morelli dell’ateneo bergamasco. Quel grido chiede ascolto, e ovviamente discussione argomentata e rigorosa. Invece ci si sente dire: rispettiamo chi ha posizioni contrarie, ma andiamo avanti lo stesso con le ruspe, applicando “un mix di dissuasione e repressione”. Ma allora a cosa serve esprimere posizioni contrarie se non vengono discusse le ragioni del no? Mauro Corona la chiama “democratura”. Al liceo, Silvio Geuna, medaglia d’argento al valor militare, ci diceva che alla sua età avanzata aveva solo il ruolo di plasmare i valori della futura classe dirigente. Oggi a 46 anni, noto che il mio futuro continua a essere determinato da anziani signori con idee molto diverse dalle mie e quindi dichiaro fallito l’investimento culturale e civile su di me da parte della nazione.

Peggio ancora si sentono i giovani ricercatori della generazione che mi segue che vedono sbarrate le possibilità di indirizzare il loro futuro in direzioni differenti da quelle oggi dominanti e perniciose. Come diventerà dunque la nostra società che annienta i germi di riflessione sull’avvenire proprio quando l’instabilità epocale alla quale andiamo incontro richiederebbe il massimo della cooperazione di saperi e proposte non convenzionali? Avremo quel buco, forse, tra tanti anni, ma che ne sarà del resto attorno? Il governatore Cota si è chiesto da dove prendono i soldi i No-Tav: da migliaia di ore di lavoro volontario, sottratto a svago e famiglia, si chiama partecipazione civile. Con molta amarezza rifletto dunque se sia utile impegnarsi per la difesa dei beni comuni o se sia meglio spendere la propria esistenza in occupazioni più divertenti. Se arriverò a quell’ultima conclusione, restituirò la mia qualifica di cittadino e opererò soltanto per mio bieco interesse.

Luca Mercalli – 07 marzo 2012 – il Fatto quotidiano
http://diksa53a.blogspot.com/2012/03/tav-il-silenzio-degli-arroganti-di-luca.html

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8 COSE CHE IL TUO COMUNE IGNORA

Sin dall’inizio del nostro mandato, la nostra attenzione si è basata sullo studio del nostro Paese e la conoscenza del territorio che ci circonda. Molte interrogazioni, interpellanze e richieste di documentazioni sono state fatte proprio per la conoscenza e la comprensione di certi particolari a noi sconosciuti. Alcune risposte ci sono state date in modo egregio, alcune lacunose, altre NO!

Ora non avendo un regolamento (n.b. dovevamo chiudere la discussione in Commissione entro gennaio) che regola i tempi e le modalità delle risposte da parte dell’Amministrazione, ci si affida al TUEL che dice: … il quale dispone che il Sindaco o gli assessori da essi delegati rispondano entro 30 giorni….

Dopo 7 MESI, un sollecito e molte richieste orali da parte del Consigliere Bertolini nessuno ci ha dato risposta a queste domande (prot.0012255 del 26-07-2011);

  1. Quante unità abitative ci sono nel Comune di Bovolone?
  2. Quante di queste sono sfitte?
  3. Negli ultimi 10 anni quanto territorio è stato edificato? (dato in %)
  4. E quanto territorio resta ancora da edificare secondo l’attuale P.R.G.? (dato in%)
  5. Quanta pressione demografica ci si aspetta per i prossimi anni?
  6. Quante richieste di nuovi edifici residenziali ci sono in attesa di essere approvati?
  7. Il sistema fognario (tubature e depuratore) sono adeguate alla popolazione del nostro comune?
  8. Esistono studi sulla permeabilità del suolo nel nostro Comune? Me ne date una copia?

Non saper dare una risposta a queste domande è un problema di IGNORANZA che ha causato la deturpazione del nostro TERRITORIO.

A questo punto cambieremo strategia e presenteremo una MOZIONE che li obblighi a fare il censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del comune di Bovolone. Iniziativa che è stata diffusa in tutta la Nazione da il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio.

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